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Schede progetti AMP Egadi

Interreg V-A Italia Malta

“Aree Marine Protette e Pesca Artigianale Gestione integrata attraverso la sensibilizzazione ed educazione ambientale AMPPA”

Il progetto, avviato nel 2020, si propone di creare un nuovo strumento di gestione delle Aree Marine Protette (AMP) che consenta una gestione integrata che coinvolga direttamente di tutti gli operatori (enti pubblici, pescatori, cittadini, turisti, etc.) anche attraverso azioni di sensibilizzazione e educazione ambientale.

Le AMP hanno un ruolo cruciale per la tutela dell’ambiente marino, perché sono “strumenti ideali” per rispondere a tre necessità prioritarie per lo sviluppo sostenibile delle aree costiere e marine: conservare la biodiversità marina, mantenere la produttività degli ecosistemi e contribuire al benessere economico e sociale delle comunità umane. Le AMP, se condotte su basi corrette, sono l’anello trainante del processo d’integrazione tra le esigenze di protezione delle risorse e quelle di sviluppo, assicurando un miglioramento nella qualità della vita delle popolazioni rivierasche e la presenza di strutture idonee a diffondere l’idea di una più profonda conoscenza e di un maggior rispetto dei sistemi naturali.

Nel progetto sono stati presi in considerazione due momenti fondamentali per la corretta gestione delle AMP:

Sensibilizzazione ed educazione ambientale

degli operatori (pescatori, imprese turistiche, etc.) e dei fruitori (cittadini, turisti, studenti etc.) ai fini della corretta fruizione per la salvaguardia dell’AMP.

Implementazione e adattamento di un metodo di Valutazione dell’Efficacia di Gestione

all’interno del quale sarà condotta un’analisi con l’utilizzo di specifici indicatori negli ambiti bio‐fisico, socio‐economico e della governance, utilizzati poi per un successivo processo di Gestione e il trasferimento dei risultati sulla base dell’esperienza e delle considerazioni maturate nella fase di valutazione, per la redazione del “Regolamento di Esecuzione ed organizzazione dell’AMP”, finalizzato a disciplinare nel dettaglio le attività consentite all’interno dell’AMP.

Life +18 NAT/IT/000942LIFE DELFI

“Dolphin Experience: Lowering Fishing Interactions”

Il progetto Life DELFI nasce dalla crescente preoccupazione all’interno della comunità scientifica internazionale per le interazioni dei cetacei con le attività di pesca professionale.

I delfini per alimentarsi possono interferire con le attività di pesca, con il rischio di esser catturati (il cosiddetto bycatch – cattura accessoria o accidentale) e quindi annegare, o di ferirsi gravemente (lesioni o difficoltà nel nuoto) o in maniera letale. I delfini infatti seguono i pescherecci in maniera opportunistica, in quanto reperiscono più facilmente il cibo.

Tuttavia, i delfini vengono visti come nemici/competitori da una parte dei pescatori, che vedono tali animali come fonte di preoccupazione e di minaccia, con ripercussioni di tipo economico dovute alla sottrazione di pesce dalle reti, alla non commerciabilità del pesce predato dai delfini, alla riduzione della performance di pesca (i banchi di pesci spaventati dalla presenza dei delfini possono anche sfuggire alle reti), all’interruzione del lavoro in caso di cattura accidentale e ai danni alle attrezzature professionali.

Per questo motivo nasce il progetto Life DELFI, progetto cofinanziato dalla Comunità europea nell’ambito del Programma Life, che mette insieme enti di ricerca, università, associazioni ambientaliste e aree marine protette nell’intento comune di sviluppare soluzioni e modelli di gestione sostenibili delle interazioni fra delfini e pesca.

Nel Mediterraneo è il tursiope (Tursiops truncatus), protetto dagli allegati II e IV della Direttiva Habitat, a causa delle sue abitudini alimentari opportunistiche e della distribuzione costiera, a interferire maggiormente con le attività di pesca professionale. L’interazione è rilevante in particolare nell’Alto Adriatico, nello Ionio, nel Tirreno meridionale e nella Sardegna. Gli attrezzi da pesca maggiormente coinvolti sono le reti da posta (tramaglio e imbrocco), strascico, volante e cianciolo (reti a circuizione), e a seconda delle diverse aree l’interazione può essere più o meno dannosa per una tipologia di pesca o l’altra. Durante i 5 anni del Life DELFI (dal 01/01/2020 al 31/12/2024) verranno portate avanti attività di ricerca e monitoraggio dei delfini nelle diverse aree interessate dal progetto per studiare le popolazioni residenti e comprendere meglio il comportamento dei delfini nei pressi degli attrezzi e l’entità delle loro interazioni. Il progetto prevede il coinvolgimento dei pescatori con un fitto programma di attività in mare e con corsi di formazione per incentivarli verso attività di pesca sostenibili. Saranno inoltre condotte campagne di sensibilizzazione per coinvolgere un pubblico più vasto sulla necessità di conservare la specie e più in generale il nostro mare.

Le soluzioni proposte da Life DELFI sono principalmente tre e prevedono un’assidua collaborazione con i pescatori:

  • l’installazione di pinger(innovativi dissuasori acustici che si attivano solo in presenza dei delfini) e di altri dispositivi di mitigazione sulle attrezzature da pesca;
  • la diffusione di attrezzi alternativi e meno impattanti rispetto alle tradizionali reti da posta;
  • lo sviluppo di attività economiche aggiuntive, come il “dolphin watching”.

Tra le altre misure da attuare troviamo:

  • il raggiungimento di una pesca sempre più sostenibile attraverso l’apertura di sportelli informativi per far conoscere ai pescatori le possibili fonti di finanziamento per cambiare gli attrezzi da pesca con quelli meno impattanti;
  • la sensibilizzazione dei pescatori sul loro ruolo nella salvaguardia dell’ambiente marino;
  • l’informazione e sensibilizzare del pubblico sulla necessità di proteggere l’ambiente marino, gli habitat e le diverse specie di cetacei;
  • stimolare la partecipazione alla raccolta informazioni per il monitoraggio scientifico dei delfini;
  • informare e sensibilizzare enti, amministrazioni e autorità affinché introducano misure di compensazione per i danni causati dai delfini;
  • fornire alla pubblica amministrazione i dati utili per sostenere il processo di designazione dei siti marini della rete Natura 2000, in particolare per il Tursiops truncatus.

Life 20 Sea.Net.

Il progetto europeo Life Sea.Net, cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea, nasce per migliorare la gestione dei siti marini della Rete Natura 2000 e aumentare la conoscenza della Rete e del suo ruolo nella conservazione della biodiversità marina.

La Rete Natura 2000 è stata istituita nel 1992, dall’Ue attraverso la Direttiva “Habitat”, finalizzata alla conservazione delle specie animali e vegetali più significative a livello europeo e degli habitat in cui esse vivono. La Rete Natura 2000 è una estesa rete ecologica formata da aree terrestri e marine – i siti Natura 2000 – che costituiscono oggi il più esteso sistema di aree protette nel mondo.

La Rete si fonda su principi di coesistenza ed equilibrio tra conservazione della natura e attività umane e uso sostenibile delle risorse (agricoltura, selvicoltura e pesca sostenibili).

In particolare, il progetto mira a:

  • Migliorare la governance dei siti marini Natura 2000 utilizzando un approccio che possa essere replicabile e che garantisca una coerente gestione della rete Natura 2000. L’approccio condiviso servirà anche ad assicurare che i siti abbiano una regolamentazione adeguata e che siano gestiti in modo tale da permettere il raggiungimento degli obiettivi delle varie politiche europee.
  • Aumentare la conoscenza della Rete Natura 2000 attraverso il coinvolgimento attivo di alcuni portatori d’interesse (ad es. pescatori e operatori turistici) e tramite una serie di iniziative locali.

Per snellire l’iter burocratico e le procedure di autorizzazione dei siti N2000 e migliorarne la gestione il progetto Life Sea.Net propone l’elaborazione di un unico strumento, un toolkit governance a fare da guida per tutte le amministrazioni e in cui far confluire: protocolli di monitoraggio, una guida pratica per l’identificazione di obiettivi e misure di conservazione, un manuale per la corretta applicazione delle procedure di valutazione di incidenza nei siti marini, un libro bianco per l’istituzione dei siti in mare aperto e una roadmap per tracciare quelli transfrontalieri.

Il tutto per far sì che si ottenga una gestione coordinata e coerente dei siti Natura 2000 tale da poter raggiungere gli obiettivi, in termini di conservazione della biodiversità, stabiliti dall’agenda 2030 dell’ONU e dalle politiche europee. 

Italia Tunisia MED Dé.Co.U. Plages

L’obiettivo specifico del progetto MED Dé.Co.U.Plages è quello di creare le condizioni per una migliore protezione dell’ambiente nei territori costieri e insulari attraverso pratiche armonizzate e modelli innovativi per la riduzione e il riutilizzo dei rifiuti plastici e la gestione sostenibile dei depositi di posidonia.

Il progetto prevede azioni che coprono l’intero ciclo di identificazione, prevenzione e gestione dei residui e dei rifiuti nelle Isole Egadi in Italia e nei territori di Mahdia e Kerkennah in Tunisia.

Questo è il primo progetto a livello di bacino in cui attori di due paesi si uniscono per cercare soluzioni praticabili per gestire in modo sostenibile sia i residui biologici marini che le plastiche, attraverso un approccio coordinato

Italia Tunisia Ré-Né

Il progetto propone di implementare un innovativo “modello internazionale” per la riduzione e il riutilizzo dei rifiuti, che sarà testato sia in Italia che in Tunisia e poi replicato nella regione del Mediterraneo.
Imprese, consumatori, giovani e istituzioni sono i principali attori della transizione verso un’economia più circolare. È necessario un migliore coordinamento delle decisioni prese, in modo che produttori, investitori, distributori e consumatori ricevano non solo incentivi coerenti, ma anche costi e benefici equamente condivisi.

Gli obiettivi specifici del progetto sono:

  1. Prevenire e ridurre la dispersione dei rifiuti prodotti attraverso una migliore gestione dei rifiuti a livello istituzionale, legale e finanziario.
  2. Creazione di Punti di Riciclaggio e di una piattaforma internazionale per lo scambio di informazioni e competenze nel settore dei rifiuti.
  3. Sostenere le imprese “verdi” e gli spin-off con impatto ambientale sostenibile, con l’istituzione del Premio di sostenibilità per le imprese esistenti o per la creazione di start-up con impatto ambientale sostenibile.
  4. Sviluppare e sostenere campagne di informazione per sensibilizzare alla prevenzione e alla dispersione dei rifiuti e al rafforzamento delle capacità umane attraverso la formazione nel settore della gestione dei rifiuti.